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Questo è il posto dedicato alla mia Arte, a tutto ciò che, in anni di lavoro, ho trovato dentro di me.

sabato 18 dicembre 2010

Lavori prodotti dal 2000 al 2006

E' uno scenario inquietante quello che si pone di fronte alle generazioni moderne.
Sarà colpa della politica, dell'etica o della corsa alla sopravvivenza, ma l'umanità rischia di rimanere a corto di idee, nonostante la gran quantità di punti di riferimento del passato.
E' la ricerca dell'originale ad ogni costo che ci ha fatto perdere di vista l'importanza della qualità e della storia.
Eppure anche Michelangelo ha studiato i classici.
Non si diventa grandi senza la piena consapevolezza del passato.
Così le gallerie sono piene di croste che hanno l'unico pregio di essere state scelte dal calderone, perché facilmente posizionabili sul mercato.
Alla fine cosa resta all'umanità, quale esperienza artistica indimenticabile avrà fatto l'avventore, e ancora più preoccupante, per cosa ricorderà la storia il nome dell'artista?
Niente.
Bisognerebbe ricominciare daccapo, fermarsi a raccogliere i pezzi (quelli buoni) e rimetterli insieme, con lo scopo, inizialmente puramente archeologico, di far vedere alle prossime generazioni di cosa è stato capace l'uomo.
L'arte moderna non è la produzione artistica odierna, anche perché d’artistico non c’è più niente, ma è ciò che oggi ci colpisce di un'opera, nelle forme e nel concetto, così come accadeva 1000 anni fa.
L'arte è sempre stata visione del futuro, l'oggi è già esistito nelle sensibili menti degli artisti del passato.
Oggi qual è la visione del futuro?
Vuoto.

Di seguito propongo le foto di alcune opere che ho realizzato tra il 2000 e il 2006.
Per avere la mia visione del presente e del futuro, ho messo insieme i cocci, conservato l'utile e distrutto l'inutile.
Mi sono avvicinato ad un senso di purezza e integralismo difficile da far capire ad un gallerista.
Non fa niente, meglio la fame.
La ricerca si è trasferita in un ambiente onirico, unico posto in cui riconnettersi con la storia dell'uomo.
Le superfici non sono più laccate, ma arrugginite, le tinte non più uniformi ma grattate, e i materiali non più intatti ma in disfacimento.
Era lì il posto dove scavare per trovare ciò che si celava dietro la candida, asettica apparenza moderna.
Dietro la vernice a specchio c'è il ferro, e il ferro viene dalle profondità della terra, lo stesso posto da cui viene l'uomo.
Bisognava ricollegarsi con la terra, con la natura, col tempo.
Ecco nascere i miei frammenti, piccoli scrigni in cui sono conservati ricordi, esperienze, odori, colori, idee che non si vendono più.
Non si sono mai venduti, ma sono le fondamenta su cui è stata costruita la civiltà, la scienza, la cultura dell’uomo.





















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