Manipolando la realtà nasce l'ambiente onirico, personale, che non può però prescindere da ciò che esiste davvero.
Ogni immagine è un racconto, ogni elemento di essa appartiene alla storia, al vero, ai ricordi.
Ma i ricordi si trasformano nel tempo cambiando significato e sapore, e dopo la scrematura resta l'essenza, il vero significato del momento.
Allora i ricordi si mescolano, gli elementi si confondono, mutano, e la visione si distorce creando un mondo svuotato dal tempo, in cui l'uomo cerca di ritrovare le cose importanti e conservarle fino alla morte.
Non importa che siano rimasti solo frammenti indecifrabili agli occhi del mondo, perché sarà il cervello a ricostruire ciò che non c'è più, grazie a quel sottile strato di colore, all'odore che emana, alla consistenza che lo caratterizza, alla canzone che ci canta.
Riaffiorano immagini di persone care, conosciute realmente, o arrivate a noi dalla leggenda, e finalmente sono tutti qui di fronte a noi a chiederci il perché.
A questo punto diventa indispensabile la catalogazione, e ad ogni momento leghiamo una frase, una parola creata dal miscuglio di più parole, dalla fusione dei ricordi.
L'ambiente diventa luminoso, troppo, e noi non riusciamo più a tenere gli occhi aperti, ma per vedere ciò che vediamo non servono occhi, tutto ciò che abbiamo conosciuto torna da noi, e ciò che non abbiamo mai visto si palesa grazie ad una nuova consapevolezza.
Tutto torna buio, ma intorno a noi percepiamo ancora la presenza delle nostre esperienze e ci sentiamo sfiorati da tutti coloro che durante la nostra vita hanno cercato di insegnarci il valore del sogno... e sogniamo.

















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