In queste opere, il tema
principale è la ricerca di se stessi attraversando un tunnel onirico.
Il sogno
di se stessi, della propria posizione nel mondo, del rapporto con la società, è
il seme, l'embrione da cui si sviluppa l'uomo.
E la
bellezza, vista in questa chiave, non è altro che la consapevolezza di se
stessi, il sogno di se stessi, la proiezione palesata nella realtà.
Dunque la
bellezza è un pensiero, un'attività incessante di demolizione e costruzione.
Ma la
bellezza colpisce lo stolto come il pensatore, poiché deve sottostare a regole
universali, che nascono con l'uomo e che l'uomo riconosce istintivamente.
In queste
opere c'è un guscio riempito di vita, interessi, passioni, che con il pensiero
plasma gli ingredienti, alla continua costruzione di se stesso.
Il
risultato è bellezza, non può essere altrimenti.
Perché
l'orrido si nasconde dietro l'inconsapevolezza, la superficialità, la
svogliatezza.
E'
compito dell'arte tenere viva la sensibilità nei confronti del bello, più volte
offuscata da "regole" umane tese alla ricerca dell'innovazione.






1 commento:
La prima volta che sono venuta a casa Cella Senior mi hai fatto una domanda in merito al primo di questi quadri- Quale significato gli avrei attribuito.- In realtà la cosa è più complessa...è quasi un anno e mezzo che frequento casa tua e ancora me li guardo tutti sulla parete cercando di cogliere cose che mi sono sfuggite. E mi viene in mente una sola ed unica frase detta da un pazzo schizzato: "Il disegno è la sincerità nell'arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto." E i tuoi sono belli. Da qualsiasi punto di vista li guardi. (Il pazzo schizzato si chiamava Salvador Dalì)
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